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| La copertina |
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| Franco e Andrea |
Eppure erano mesi che questo libro mi “girava” intorno essendo già un caso editoriale… Le Invasioni Barbariche, Linus e Nicola su Radio Deejay, eppure non ne avevo sentito nulla sino a che in libreria l’ho notato tra i libri più venduti. Ho letto la quarta di copertina: incuriosita l’ho comprato e lasciato decantare 4 mesi sulla mensola dei “da leggere”.
Finito oggi e iniziato una settimana fa, sono andata a cercare in rete e mi si è aperto tutto il mondo delle interviste di Franco Antonello e delle foto del viaggio con Andrea.
Forse è stato un bene non saperne niente prima, perché “conoscerli” visivamente dopo è una sorpresa pazzesca e mi ha aiutato a ripercorrere tutta la storia dal Brasile a Miami, aggiungendo nuovi emozionanti significati.
In breve: Il romanzo narra il viaggio lungo tre mesi, in moto e in auto, di Franco e di suo figlio Andrea (entrambi di Castelfranco Veneto), attraverso Stati Uniti e Sud America, fino all’Amazzonia. Un padre che cerca di fare qualcosa di importante per suo figlio, autistico. Un viaggio matto se si pensa che solitamente i medici consigliano agli autistici una vita protetta.
Scritto non direttamente da Franco ma da Fulvio Ervas, insegnante a Treviso e scrittore, conosciuto in un bar davanti a uno spritz: “Tu scrivi?” gli ha chiesto Franco “Allora ascoltami, perché la storia che voglio raccontare ha la forza della vita vera e la bellezza di un sogno”. E Franco ha raccontato per un anno e mezzo, aiutato da appunti di viaggio dove aveva annotato cronaca ed emozioni.
I proventi delle vendite del libro di Franco sono stati tutti destinati alla costruzione di una casa per Jorge, ragazzo autistico che viveva in una baracca nella foresta del Costarica, e che troviamo nel libro.
Franco Antonello è anche presidente dal 2005 della fondazione I bambini delle fate: “non ci occupiamo di progetti, né di cure o terapie, non facciamo congressi o conferenze né siamo competenti in medicina o scienza. Ci occupiamo specificatamente del finanziamento di progetti per i ragazzi con disabilità, coinvolgendo gli imprenditori di ogni provincia. Formiamo gruppi di 30 o 40 aziende di un territorio, ognuna di queste versa una piccola quota mensile con costanza e continuità. L'unione di questi versamenti permette in quel territorio di finanziare progetti che non troverebbero fondi in altro modo e di avvicinare le imprese al sociale. La fondazione di contro pubblica ogni mese sui quotidiani (usando gli spazi de il sole 24 ore, de il corriere della sera, e di prestigiosi quotidiani locali) tutto l'operato: i soldi raccolti, chi li gestisce, come sono spesi, e qual è lo stato dei progetti finanziati. Ogni mese, pubblicamente con trasparenza totale in modo che ogni impresa sappia esattamente dove vanno a finire i propri contributi. Allo stesso tempo, in ogni pagina diamo visibilità alle aziende che permettono tutto questo." (intervista completa su L'Huffington Post).
Impreco, ma lo amo. Non so di cosa sia fatto questo amore. Credo che nessun genitore possa rispondere facilmente a questa domanda. A volte è sepolto. A volte è indifferente. A volte è solo amore per se stessi. A volte è semplicemente sentire la vita che ti attraversa: è partita da un punto, tu la prendi in consegna e la passi a qualcuno.