martedì 21 dicembre 2010

Voglio scrivere per Vanity Fair - Erica Vagliengo


Dopo aver fatto acquisti "mangerecci" d Eataly, mi sono trovata a curiosare tra i libri della libreria di ingresso. E l'occhio mi è caduto sulla seconda ristampa di questo libro. Mi ha incuriosito e l'ho comprato (anche se per queste feste avevo già una pila di circa 7/8 libri da leggere). L'ho finito in 3 sere. All'inizio sono rimasta turbata perchè un mix Bridget Jones (Emma la protagonista scrive per un giornale e cura una rubrica di cui non sa assolutamente nulla e copia ed incolla da internet) e Carrie di Sex and the City di provincia (le amiche, l'amico gay, il fidanziato poi marito che la riprende per il suo shopping compulsivo...). Però ho voluto continuare e devo dire che ci sono state delle parti carine che mi sono piaciute molto (i suoi viaggi, l'incontro tra donne in alta montagna a parlare di precariato e come in Francia sia tutto più semplice per una mamma; la gita alle sfilate milanesi, il divorce party). Il tutto si ambienta in una cittadina in provincia di Torino, e mi è piaciuto riconoscere luoghi e locali conosciuti. Non so se un lettore di Reggio Emilia può avere la mia stessa sensazione, ovvero non so se questo romanzo possa avere un respiro più ampio.

Però l'autrice è stata davvero brava, il tutto è partito da un blog ed ha imbastito una attivissima operazione di marketing: il libro ha un suo sito (cronostoria del progetto, racconti di N.Y., raccolta di email dei lettori, elenco presentazioni, l'annuncio su myspace di quando cercava un editore che credesse in lei, il video della nonna reale che compare nel romanzo etc.) e l'autrice il suo blog, entrambi molto curati. Ha attivato una rete di networking dialogando con moltissime persone, che hanno fotografato il libro in giro per il mondo nei loro viaggi ed utilizzato anche il canale di distribuzione Eataly perchè in un capitolo del libro parla di quello di Torino! Ecco su questa è stata bravissima, e se scriverà un seguito sono certa che correggerà il tiro per caratterizzare i suo personaggi ancora di più e distanziarli da quelli già visti e rivisti!

Voglio scrivere per Vanity Fair - Erica Vagliengo - Ed. Memori

lunedì 20 dicembre 2010

GuidoperEataly - Casa Vicina - Torino


Ho camminato per Eataly di notte, e mi è piaciuto molto!
Tutto questo perchè abbiamo deciso di fare una cena di Natale con amici cari proprio nel suo ristorante interno.
La storia breve è che agli arbori il ristorante era fuori Torino, poi si è trasferito in Torino all'interno di uno degli hotel più originali della città (consigliatissimo - Hotel Boston - anche se non è in posizione centrale, ma comunque a 5/6 fermate di tram dal centro) e poi è approdato qui a Eataly.
Ho assaggiato la loro cucina in 3 occasioni: presso l'hotel di Torino per lavoro, ad un matrimonio e in questa serata. La prima volta sono rimasta veramente stupita e credo che in quella fase fossero il ristorante migliore di Torino anche se non conosciuti come si sarebbero meritati. La seconda si sono superati - in assoluto il matrimonio in cui ho mangiato meglio. Ed in questa ho avuto qualche perplessità. Abbiamo mangiato il menù della tradizione (85 euro vini esclusi).
Da svenimento come sempre la loro bagna cauda destrutturata
(foto tratte da www.casavicina.it)
ottimi gli agnolotti Vecchia Eporedia, altro loro cavallo di battaglia. Non mi hanno entusiasmato pane e dolci: mi sono alzata un po' appesantita. Ma può darsi che non era la serata giusta per me, Alessandro era invece entusiasta (bis di agnolotti e aggiunte sul menù di base).
Una serie di cose che non mi sono piaciute:
- la confusione di GuidoperEataly-Piero Alciati-Casa Vicina, non capisci chi fa cosa se non sei appassionato o del settore;
- in sala belli i tavoli, la distanza e il legno chiaro sulle pareti. Per nulla belle le 2 foto giganti in sala (in b/n ed uguali) con una ripresa di una spiaggia con dei blocchi di ghiaccio. Mettono un freddo e un cattivo umore. Ma poi perchè? cucina piemontese e mare, ghiaccio??? ma viti, territorio, uomini...piemonte insomma!
- servizio di sala discreto ma non ottimo;
- la posizione nel cuore sotteraneo di Eataly è claustrofobica. Si da un lato focalizza i sensi su gusto ed olfatto, dall'altro una serata è lunga. Per fumare si deve uscire da una porta anonima e per uscire proprio si può passare dalla stessa porta su via Nizza (ma non ho percorso questa strada quindi di più non dico) o uscire attraversando tutta Eataly da una porta antipanico di fianco l'entrata principale dove ti aspetta la guardia. Bellissimo attraversare Eataly di notte da soli, ma a dirla tutta ti senti un po' a disagio, quasi un po' un ladro. Avrebbero avuto una scelta alternativa: farlo al primo piano dove attualmente c'è la sala conferenze e mettere quest'ultima lì sotto. Sopra avrebbe avuto anche un terrazzo a disposizione per l'estate.
Ero curiosa arrivasse questa serata e sono rimasta leggermente delusa rispetto le aspettative (ma direi più da aspetti "ambientali" che di "sostanza"). Ma di quelle delusioni che una seconda chance comunque la concederai.
GuidoperEataly - Casa Vicina - Via Nizza 224, Torino - Tel. +39 011 19506840 - Aperto Pranzo e Sera (chiuso domenica sera e lunedì tutto il giorno)
p.s. non trovo leggibile anche il sito...ma su questo so di essere noiosa io!

lunedì 13 dicembre 2010

Monforte d'Alba (Cn)

Bellissimo paesino sopra i colli di Alba.
Qualche settimana fa mi sono trovata un sabato sera da quelle parti e ho voluto tentare una cena dove ero già stata: Osteria dei Catari.
Putroppo non c'era posto, abbiamo così ripiegato sull'Osteria La Salita.

La cosa divertente è che le due osterie sono a poca distanza una dall'altra. Questa è gestita da ragazzi giovani molto simpatici, i prezzi sono contenuti e devo dire che ho mangiato discretamente bene.
Se proprio devo essere sincera non ho gradito per nulla l'arredamento...quei tentativi di far sembrare un posto "alla buona" ma con un risultato non piacevolissimo.

Invece più volte mi è capitato di andare a mangiare all'Osteria dei Catari, che ha una bellissima atmosfera e come qualità siamo molto sopra. Però è bello sperimentare.

E poter definitivamente dire che tra le due è meglio di gran lunga quest'ultima (in periodo poi di tartufo poi galattica per rapporto qualità/prezzo).

Spa4bag


In una delle vite non vissute avrei dovuto fare la stilista di scarpe. Dopo lo stage alla Fiera del Libro mi stavo preparando per il test di ingresso alla scuola calzaturiera vicino a Forlì, invece quell'estate sono stata richiamata per iniziare a lavorare e naturalmente ho abbandonato tutto. Un classico caso di "Sliding Doors" che diverse volte mi ha fatto pensare "chissà se avessi iniziato quel percorso". Ma tant'è, sono qui e scarpe e borse - come il 95% delle donne - rimangono grandi passioni.
E in un periodo in cui il mondo del lavoro è quel che è, mi ha divertito tantissimo questa agenzia

Spa4bag...un centro di benessere per le borse, ma anche per portafogli, cappelli, scarpe! I prezzi non sono contenuti, ma va da se che si mandano in riparazione oggetti di un certo valore. Si prenotano i servizi via internet e loro mandano un corriere a ritirare l'oggetto. Fanno anche preventivi ad hoc se gli interventi da fare sono numerosi e se invece la missione è impossibile ti rimandano il tutto indietro facendoti pagare solo il corriere.
Spa4bag è una specie di agenzia che ha a sua volta tutta una serie di artigiani fornitori (non è un laboratorio diretto).
Un ottimo spirito imprenditoriale per un servizio utile e che sono certa decollerà alla grande.

giovedì 9 dicembre 2010

Dal giardino di Lorenzo a Cortona

Piazza Delight: Jovanotti - Mezzogiorno from prontialpeggio on Vimeo.


Sono uscite le date di Lorenzo a Torino: 18 e 19 maggio 2011.
Io naturalmente ho già i biglietti in tasca.

lunedì 6 dicembre 2010

Libreria Mondadori - Chieri (Torino)

Non sono cattiva solo perchè appena letto l'articolo che ne annunciava l'apertura avevo mandato il curriculum (dato che il proprietario diceva nell'intervista di aver bisogno di personale e lasciava una email di riferimento). Non sono cattiva perchè nessuno ha mai risposto alle mie comunicazioni. Mi piaceva pensare che poteva essere arrivato il momento di lavorare con i libri così da vicino. Passano i mesi, niente nell'aria e finalmente leggo che agli inizi di novembre effettivamente la libreria è stata inaugurata.
Devo dire che solo per averci pensato di lavorare lì mi sentivo già in colpa con la libreria "dietro l'angolo" (gestita da ragazze gentilissime, con una sezione bellissima per i bambini: Libreria della Torre). Mi passavano davanti agli occhi le immagini di "C'è posta per te" con Meg Rayan e Tom Hanks...
Però le ragazze avevano già una clientela affezionata e speravo davvero che il colosso attingesse da una potenziale clientela vastissima senza far loro subire grossi contraccolpi. Sabato sono andata a curiosare. Il palazzo dove è stato aperto è bellissimo (il primo a destra), la libreria è ubicata al primo piano con soffitti alti e tanta luce

ma non mi ha garbato per nulla! Sembra di entrare in una biblioteca, tutti i libri in fila con una consultazione faticosa, un silenzio tombale, i commessi decisamente smarriti e una selezione ricca di temi ma povera di contenuti. Ed io che mi immaginavo un posto molto frizzante, con da subito un bel programma di attività e appuntamenti. Ed invece niente. Ma doveva farlo presagire già un'inaugurazione praticamente passata in sordina...Eh no! l'atmosfera di una libreria deve essere festosa, non austera e noiosa.
Però mi sono comprata lo stesso l'ultimo libro di Niccolò Ammaniti, Io e te (Einaudi Stile Libero):

L'ho letto in due sere. E' poco più che un racconto: Lorenzo, un ragazzino di quattordici anni, ha degli amici che non lo hanno invitato in montagna a festeggiare e la coscienza un po’ sporca: ha detto a sua madre - dato che i suoi sono molto preoccupati per la sua chiusura verso il mondo - che lui ci è andato, alla festa in montagna. Invece si è rintanato in cantina, armato di scatolette e bibite, deciso a passare qualche giorno lontano dal mondo, senza bisogno di piacere agli altri e di seguire le regole. La sua clausura, però, viene presto interrotta dall'arrivo di Olivia, la sua sorellastra. Olivia ha un problema con l’eroina e con i soldi (non ne ha), e sta per affrontare una brutta crisi di astinenza. Così, dall’incontro di un fratello e una sorella che in realtà non si conoscono, comincia un processo di crescita, di dolore e di condivisione. Sono due bei personaggi che ti ricorderai e personalmente a me è sempre piaciuta molto la scrittura asciutta di Ammaniti. Però anche in questo caso tutto finisce troppo presto, è semplicemente un affresco mentre tu vorresti seguirli di più, sapere cosa è successo nel buco di 10 anni all'uscita dalla cantina...Il finale mi ha tirato un pugno allo stomaco proprio come quando leggevo "Fango" sul traghetto Barcellona-Ibiza. In quel caso avevo dovuto abbandonare il libro per non dare di stomaco complice il mal di mare, in questo mi ha colto troppo alla sprovvista l'ultima pagina, era impossibile evitarla.
Per chi non conosce Ammaniti lascerei perdere tante tante cose per leggere prima di tutto "Ti prendo e ti porto via". Un piccolo gioiello italiano.

Morra - Cioccolato e Leccornie - Poirino (Torino)

In tempo di regali natalizi e tanta frenesia nell'aria, se volessi fare un pensiero originale e buono e soprattutto una bella figura, non avrei dubbi: andrei a curiosare a da Morra - Cioccolato e Leccornie. Il negozio si trova a Poirino (To), proprio sulla strada principale che taglia il paese, quasi sotto il curioso campanile che si staglia tutto solo senza chiesa accanto.
Innanzitutto ne approfitterei per fare una colazione da leccarsi i baffi e tutte le dita:

e poi avrei l'imbarazzo della scelta tra tutte le loro creazioni:

Cioccolato di ogni forma, biscotti con e senza zucchero, marmellate e piccole golosità impacchetate in maniera originale e con un gusto raffinato.

Morra - Cioccolato e Leccornie - Via Indipendenza 58 - Poirino (TO)

venerdì 3 dicembre 2010

Fondazione E. di Mirafiore - Tenuta Fontanafredda, Serralunga d'Alba (CN)

Il nostro buon Farinetti ha colpito ancora (io affondata perchè lo ammiro ogni giorno di più).
Lo scorso sabato sono stata a Serralunga d'Alba all'interno della Riserva bionaturale Fontanafredda all'inaugurazione della Fondazione E. di Mirafiore, da lui creata.
Un posto meraviglioso, non solo a detta mia, ma commento colto dalla maggior parte dei presenti.
Pubblico di seguito il comunicato stampa:

"La Fondazione E. di Mirafiore ha sede in un edificio storico all’interno della tenuta di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba (CN), nel cuore della Langa del Barolo. La dicitura E. di Mirafiore sta per ‘Emanuele di Mirafiore’, figlio naturale di Vittorio Emanuele II e della “Bela Rosin”, fondatore nel 1878 dell’azienda vitivinicola Casa E. di Mirafiore, personaggio eclettico, estroso e illuminato.
La sede della Fondazione comprende un teatro, una libreria, una vineria con ristoro e uno spazio di vendita dedicato ai vini di Fontanafredda e alle cose buone di Eataly.

La Fondazione E. di Mirafiore si propone i seguenti compiti:
1) Promuovere la lettura ad alta voce dei libri, attraverso gruppi e cicli di letture.
2) Promuovere la buona agricoltura, attraverso incontri di divulgazione tecnico – agronomica.
3) Attualizzare l’idea di Resistenza, adattandone il significato e l’originaria portata ai nuovi rischi, alle nuove minacce e alle nuove opportunità di riscatto. A questo scopo è stato attivato un Laboratorio di Resistenza permanente.
Alcune precisazioni sul Laboratorio di Resistenza permanente.
Il Laboratorio di Resistenza permanente è composto da undici presìdi a tutela di valori in pericolo di estinzione sotto la minaccia del proprio “contrario”. Ogni presidio è coordinato da un capitano. Ecco la lista:

presidio della LEGALITÀ e della COSTITUZIONE :contro ogni deriva, per la vera giustizia
capitano: Gian Carlo Caselli, magistrato
presidio dell’INFORMAZIONE: contro il conformismo, per la curiosità
capitano: Mario Calabresi, direttore de La Stampa
presidio dell’INTEGRAZIONE: contro ogni discriminazione, per l’accoglienza
capitano: don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele
presidio della BELLEZZA: contro l’uniformità, per il caos
capitano: Gianni Vattimo, filosofo
presidio della TERRA: contro ogni abuso, per il rispetto
capitano: Carlo Petrini, fondatore di Slow Food
presidio della MEMORIA: contro l’oblio, per la reviviscenza
capitano: Antonio Scurati, scrittore
presidio del FUTURO: contro l’imbarbarimento, per i barbari
capitano: Alessandro Baricco, scrittore
presidio della POLIS: contro ogni individualismo, per la partecipazione e l’arte del governo
capitano: Sergio Chiamparino, sindaco di Torino
presidio del LAVORO e della RICERCA: contro ogni sfruttamento, per la responsabilizzazione e l’innovazione
capitano: Catia Bastioli, presidente di Novamont
presidio della SALUTE: contro la malattia, per il benessere
capitano: Francesco Enrichens, chirurgo
presidio dell’ARMONIA: contro ogni certezza, per l’ascolto e il dubbio
capitano: Oscar Farinetti, imprenditore

Il minimo comune denominatore di tutti i “contrari” (deriva, conformismo, discriminazione, uniformità, abuso, oblio, imbarbarimento, individualismo, sfruttamento, certezza, malattia) è una parola che forse non esiste se non come contrario, ed è il contrario di Uomo. Tutti i presìdi, in fondo, non mirano ad altro che a promuovere una nuova forma di umanesimo.
Il motore del Laboratorio di Resistenza permanente è costituito dalle lectiones magistrales dei capitani: ventidue lezioni – ossia due per ciascun presidio – dal dicembre 2010 all’aprile 2011.
Le lezioni sono gratuite, come ogni altro appuntamento organizzato dalla Fondazione E. di Mirafiore.
La base documentale del Laboratorio di Resistenza permanente è rappresentata da una libreria organizzata in modo tematico: uno scaffale per presidio. Il ciclo di lezioni del Laboratorio di Resistenza permanente si concluderà idealmente con “l’ante-celebrazione” del 25 Aprile, in programma sabato 23 aprile nel Bosco dei Pensieri di Fontanafredda. Sarà una passeggiata scandita da letture e canti di tema resistenziale.”

Ho subito prenotato per le 2 lezioni di Farinetti, basta collegarsi al sito www.fondazionemirafiore.it. E' stato bellissimo seguire la presentazione con un calice di Già (Già Langhe Rosso è un vino nuovo non-novello, blend di dolcetto, barbera e nebbiolo. La gradazione è bassa, 11 gradi. È vinificato attraverso fermentazione alcolica in tini di acciaio inox per 7-10 giorni a temperatura di 24-25 ° C, cui segue la fermentazione malolattica. L'affinamento prevede una breve sosta in serbatoi di acciaio inox precede l'imbottigliamento, effettuato nell'ultima decade di novembre. Lancio sugli scaffali l'8 dicembre. Il nostro Già ha già -!- un sito internet ed una pagina su facebook con 534 amici!) in mano e deliziare il palato con i cibi offerti dalla cucina di Guido Alciati. Ed è stato molto bello non vedere giornalisti ed autorità ma solo tanta gente comune e davvero interessata all'iniziativa.
Con la primavera riaprirà il Grill Garden, ma da oggi insieme alla Fondazione-libreria-vineria apre anche il Ristoro (aperto a pranzo tutti i giorni, pranzo e cena il giovedì, venerdì e sabato -- piatti della tradizione più leccornie e vini - e aperitivo tutte le sere dalle 18,30 alle 20).
Quando ho visto la disposizione della libreria mi è venuto quasi un colpo! Esattamente come immaginavo la libreria dei miei sogni, divisa per temi e su quello che vuoi ragionare. In questo caso, un'enorme scaffale per ogni presidio. Inutile dire che io mi sono lungamente soffermata sullo scaffale del presidio dell'armonia per trovare tante letture già fatte.
Come già in precedenza ribadisco che una gita da queste parti è a mio parere volersi davvero del bene e non rimanere delusi.
Alcune foto della serata:
Arrivo dei partecipanti

La distribuzione dell'aperitivo

Il nostro posto sui banchi d'ascolto con il nostro bicchiere di Già

La presentazione

Busters Coffee Torino e M**Bun Rivoli (To)

Ma allora è proprio vero che Torino non sta mai ferma! Fai un figlio e ti distrai un attimo e nascono locali nuovi in ogni angolo. Ne avrei una lista lunga ma per ora segnalo un locale dove mi sono fermata a fare una bella merenda qualche giorno fa

Buster Coffee Torino - Via Cesare Battisti 7/L

Si entra da una porticina ed il locale è sviluppato in lungo senza finestre. Tutto su toni chiari e con molte comode poltroncine e tavolini bassi. Nota positivissima è Free Wi-Fi (infatti il suo target dichiarato è universitari e lavoratori del centro). Io ho preso come sempre la mia brodaglia di caffè americano - mi piace tanto e probabilmente sono una delle poche - + un cheesecake ai frutti di bosco senza lode e senza infamia (probabilmente torte che verso le 17 del pomeriggio cominciano a patire). Quello che lascia invece sgomenti è che sia una quasi riproduzione perfetta di Starbucks...dai menù ai dolci esposti! E fin qui non ci sarebbe nessun problema, perchè infondo come non si fa ad amare Starbucks, mi chiedo però come abbiano aggirato una incazzatura della multinazionale...tifo per loro che una pausetta la meritano (finalmente si può scegliere tra una colazione italiana, francese o internazionale anche qui da noi - mi risultava che gli unici che la facessero fossero quelli della Drogheria in piazza Vittorio, peccato per aprino con molta calma verso le 9.30 del mattino).

Queste riflessioni dopo l'esperienza del M**Bun...per chi non lo conoscesse il M**Bun ha aperto circa 1 anno fa a Rivoli. Il nome iniziale era MacBun (gioco di parole che copia la multinazionale ma in piemontese significa "Solo Buono"). Hanno dovuto rettificare in fretta perchè il colosso ha fatto arrivare loro subito una bella denuncia (ecco il link della storia raccontato su La Stampa).

Personalmente non sono riuscita ancora ad andare a Rivoli, ma il concetto è sempre quello di street food (hamburgher, polpette, patatine...) ma il tutto realizzato solo con prodotto a filiera corta. Ma ho scorperto che a gennaio aprirà a fianco del nuovo Grom di via Cernaia, e una visita non mancherà di certo. Oltretutto con tutti gli uffici lì intorno faranno sicuramente grandi affari se la qualità è quella che mi dicono.
Come si fa a non amare questi signori che quando cerchi di aprire il loro sito scrivono: