
Per venire incontro a chi desidera veramente “essere e apparire” eleganti arriva in soccorso Alberta Marzotto che raccoglie molti termini usuali nella vita quotidiana consentendo al lettore di comprendere meglio il mondo che ci circonda. Dismesse le vesti di opinionista nelle rubriche di molti settimanali la Marzotto si ferma a comporre un vademecum di centro e più voci: cosa si intende per “Wellness”, “Etnico”, “Minimalismo”, “Bon Ton”; ci illumina sull’uso dei Jeans e del tubino nero o cosa aspettarci da “Tom Ford” a “Lady GaGa” o “Metrosexual”.
Ho voluto comprare questo libro perchè la moda mi ha sempre affascinato. L'ho trovato per alcuni versi interessante, per altri davvero troppo ripetitivo. Un libro che va bene per chi è appassionato di moda ma non la conosce così bene, o per chi sta entrando a lavorare nella moda e un ripassino diventa indispensabile. La contessa ha gusti sicuramente eleganti e dicisamente snob (e su molti oltretutto concordo), ma le voci sono trattate come compitino a se stante con il risultato di trovare molte ripetizioni, di forma e sostanza. Una su tutti: "...e nulla sarà come prima", che ripete in meniera quasi ossessiva e mi chiedo come un editor possa aver lasciato passare. Un'altro concetto usato a ripetizione è quello (guarda a caso il sottotitolo del mio blog) "La moda passa ma lo stile resta" di Coco Chanel.
Ma alla fine di tutto, l'abito fa il monaco? Dipende dalla prospettiva. Il vestito puro e semplice non significa (quasi) nulla, il modo di apparire dice (quasi) tutto: c'è modo e modo di essere monaci.
Alberta Marzotto - L'abito fa il monaco? (Mondadori)
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