giovedì 17 novembre 2011

Ci si mette una vita - Federico Russo (Einaudi)


Ho comprato questo libro per simpatia: si, perché l’autore è uno speaker toscanaccio di Radio Dj che mi diverte molto. Ed è stata una bellissima sorpresa (avrei dovuto avere qualche sospetto sul fatto che fosse un bel libro dal momento che è pubblicato da Einaudi). A dirla tutta avevo anche un po’ “voglia di Firenze” (quella sensazione tale per cui in determinati momenti dell’anno e della vita si ha voglia di rivivere le belle energie di una città conosciuta), e qui l’ho respirata molto. Personaggi completi e godibili, la trama originale e finale non scontato, la narrazione semplice e perfetta. Bravo bravo bravo. Da regalare all’amico che ama la musica (continue citazioni di band e brani da intenditori), all’amica che ama le storie originali ambientate in Italia e a lieto fine, a uno degli amici di infanzia con il quale ci si vede sempre poco ma basta sempre uno sguardo per capirsi.

Un incidente riunisce quattro amici di infanzia a Firenze, loro città natale. Quando Rubens, redattore sportivo alla soglia dei trent'anni, scopre che Carlo è grave in seguito a un tuffo, lascia Milano e la carriera in ascesa per tornare a Firenze. Insieme a Gazza e Pico, tornati anche loro, passa una strana, lunga, irripetibile estate accanto a Carlo. Al centro traumatologico si forma un'inattesa e sghemba comunità, affollata di buffi personaggi. Tra corse in sella all'intramontabile vespa, fughe dall'ospedale con Carlo come ostaggio, litri di Guinness, notti insonni e la vittoria italiana ai mondiali di calcio, i quattro amici fanno per la prima volta i conti con quel che hanno perso e quel che non avrebbero mai immaginato di ritrovare.

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